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Solo due minuti e con voto all'unanimità arrivano altri privilegi per il consiglio regionale Calabria.

  • Sabato, 30 Maggio 2020
Solo due minuti e con voto all'unanimità arrivano altri privilegi per il consiglio regionale Calabria.
Ecco la versione calmierata, ho cancellato i due messaggi precedenti per via di errori: DIMMI CHE FAI E TI DIRO' CHI SEI. ( SULLA CALABRIA OFFESA) MENO DI DUE MINUTI ED IL CONSIGLIO REGIONALE CALABRESE, approva una legge. Fenomenali direte voi, certo... Se non fosse perché questa legge, ratificata ovviamente in quattro e quattr'otto, riguarda la pensione dei Consiglieri regionali, saremmo davvero entusiasti. Riassumendo testualmente dal Quotidiano del Sud : < Se un consigliere decade o si dimette prima della fine della legislatura può continuare a versare tranquillamente i contributi ed avrà la sua indennità all’età pensionabile. Anche se è stato consigliere per un giorno, anche se la sua elezione viene invalidata. C’è un’altra chicca nel testo approvato, però. La legge originaria aboliva l’indennità di fine mandato e prevedeva che questa potesse essere riscossa dagli ex consiglieri solo se veniva poi versata come contributi. Questo limite è stato rimosso. Per cui anche chi non dovesse scegliere di optare per il sistema contributivo del consiglio può reclamare la sua indennità di fine mandato e mettersela in tasca>>. Un minuto e mezzo circa e nessun dibattito per stabilire che questa è una priorità della quale la Calabria ha assoluta necessità ORA. Se i calabresi desideravano la dimostrazione plastica di quanto la politica sia disinteressata alle sorti di una regione che concede le proprie risorse in cambio di poco o nulla, beh, son stati serviti, il fatto si commenta da sé.   La gestione tossica della “ cosa pubblica” spunta un record nell'ambito del consueto obbrobrioso decadimento istituzionale. Davanti al popolo calabrese silenzioso, l'emergenza e la ripartenza di una regione inchiodata nelle maglie strettissime del malgoverno, si affrontano con leggi totalmente estranee al benessere della comunità e vergognosamente ripristinate per interessi elitari. Letteralmente uno schiaffo in faccia sonoro anche a coloro che hanno posto la fiducia nelle mani di chi evidentemente pensava al proprio esclusivo tornaconto. La Calabria odierna percorre il suo sentiero tra perdite di tempo colossali appresso al nulla e giovani privati di tante opportunità che nonostante gli sforzi, l'ottimismo ed i meriti, assistono nello sgomento al triste avvizzire della loro terra natia, insultata da irresponsabile ingenuità a pagamento. Per qualche ragione probabilmente secolare i Calabresi fanno i conti con chi lucra su un propagandato servilismo, quel modus vivendi che ha trasformato il Sud in terra da conquistare e cannibalizzare. La Calabria in cui combatte il procuratore Gratteri, faro di legittimità troppo spesso osteggiata, è il luogo deregolamentato in cui mafie tentacolari infiltrano i loro burattini nelle istituzioni per consolidare il più insopportabile clientelismo e i derivanti guadagni milionari. Più o meno nell'indifferenza di uno Stato che dedica al sud occhiate furtive perché troppo occupato in più settentrionali incombenze, questa Calabria impersonale confinata nella condizone di mera sudditanza, omaggia i potenti di turno, soddisfatti e sorridenti per la loro confermata predominanza. C'è chi guadagna una misera mancetta e chi guadagna appalti pubblici in nome di una meritocrazia bastata su nomi e cognomi in barba alle competenze. In questo panorama massacrato e malinconico la Calabria si tiene stretto il record della regione più povera d'Italia e forse d'Europa, ottenuto con meschinità e bavosi baciamano sulla falsariga di una sottocultura che si ostina a prevaricare la legalità. Certo è che non si cambia il presente a colpi di lingua. Le realtà cambiano se si è liberi, ben dritti sulla schiena, orgogliosi di valorizzare le risorse di cui dispone la terra che si calpesta ogni santo giorno della propria vita. Terra sudata e da difendere non da svendere. Perciò è necessario un moto di orgoglio che ricordi a tutti noi le origini di una cultura millenaria, la lingua, i paesaggi spettacolari , le montagne, il mare, il cibo, il vino, i nostri vostri vicini di casa ed i nostri connazionali scappati via loro malgrado. Cedere ad interessi altri la nostra terra, equivale a perdersi per diventare nulla ed essere trasformati in qualcosa di molto diverso da ciò che realmente dovremmo essere.    G.M. S.O.t;"

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